domenica 25 maggio 2008

martedì 20 maggio 2008

Il buongiorno si vede dal mattino

I primi giorni dei Proci in casa di Ulisse
Marco Travaglio - Ora d'aria
l'Unità, 20 maggio 2008
Non per disturbare il dialogo tra maggioranza e opposizione, meritato premio a questo meraviglioso governo e al suo premier, noto statista. Ma forse, parlando con pardòn e chiedendo scusa alle signore, specie a quelle di nome Anna, va segnalato che lo splendido governo in questione, prim’ancora di cominciare, è già riuscito ad aprire una mezza dozzina di crisi diplomatiche. Ricapitolando, sulla scorta dell’ottimo articolo di Umberto de Giovannangeli. Il Libano ci guarda in cagnesco perchè l’ottimo Antonio Martino propone di ritirare la missione Unifil e lo Statista di Milanello annuncia nuove regole d’ingaggio, poi smentito dal neoministro La Rissa. Il quale però apre subito un nuovo fronte in Afghanistan, annunciando una bella “missione di guerra”. Poi c’è la Libia, che non dimentica la decina di morti a Bengasi a causa della brillante t-shirt di Calderoli. Il quale, puntualmente promosso ministro, si scusa. Ma poi provvede Bossi a riaprire il fuoco (“Gli immigrati? Sono i libici che li mandano. La lingua di Gheddafi è sempre stata lunga”). La Romania è allarmatissima per i raid e le ronde nei campi rom, nonché per gli annunci di espulsioni di massa. Frattini, esauriti gli estintori, corre ai ripari. Ma intanto gli scappa la Spagna, che accusa l’Italia di xenofobia. Maroni ci mette una pezza, ma riecco Bossi col fuciletto a tappo: “Sono gli spagnoli che sparano sugli immigrati”. Una ministra spagnola, memore della sparata del Cainano sulle “troppe donne nel governo Zapatero”, sostiene che gli servirebbe un bravo psichiatra, mentre altri suoi colleghi insistono sul clima razzista in Italia. Apriti cielo: ambasciatori convocati, tensione diplomatica, Frattini intima Zapatero di “richiamare all’ordine i suoi ministri”. Si risente persino Piercasinando: gli spagnoli si facciano i fatti loro. Strano: ogni qualvolta Zapatero osa legiferare senza il permesso del Vaticano, Piercasinando dichiara guerra alla Spagna. E nel 2003 i suoi alleati di An e Il Foglio diedero il benvenuto al neopremier Zapatero dicendo che con lui aveva vinto Al Qaeda. A questo punto, per non restare solo, anche Frattini dà fuoco alle polveri: rivedere il trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa. La Commissione europea manda a dire che se lo può scordare. Ma lo spensierato ministro degli Esteri, noto moderato, ha già pronta una nuova dichiarazione di guerra, e non, per dire, alle Isole Andemane o alla Lapponia, due nemici che sarebbero persino alla nostra portata. No, Frattini attacca l’Iran. Da solo. Così, pacatamente, en passant. Restiamo nella sgomenta attesa del prossimo obiettivo: esauriti in una settimana tutti i paesi più a tiro, temiamo che ora tocchi alla Cina, già più volte massaggiata da Tremonti e Bossi con terribili minacce di dazi doganali (un miliardo e mezzo di cinesi sta ancora tremando) e sistemata dal Cainano, che nel 2006 rivelò come i cinesi fossero specializzati nel bollire bambini neonati per farne concimi per i campi. L’aveva letto sul Libro Nero del Comunismo, a cura di Gabriella Carlucci. Ora, per carità, non ci sogneremmo mai di turbare il bucolico clima di dialogo tra governo e opposizione (si fa per dire). Ma vorremmo sommessamente e pacatamente invitare il nostro meraviglioso governo a darsi una calmata: avete cinque anni davanti, non potete sparare tutte le cartucce in una settimana. Per la dichiarazione di guerra alla Cina aspettate qualche giorno, se no poi fino al 2013 ci si annoia. Oltretutto, son passati solo due anni dagli ultimi successi internazionali del Cainano e, almeno all’estero, non sono ancora dimenticati. In Danimarca è sempre vivo il ricordo di quando il Cavaliere di Hardcore offrì la sua signora al premier Rasmussen, “molto più bello di Cacciari”. In Turchia non si scordano i suoi tentativi, alle nozze del figlio del presidente Erdogan, di dare una toccatina alla sposa tutta fasciata di veli e, per il rito islamico, assolutamente inavvicinabile. In Finlandia la presidente Tarja Halonen non può scordare quando il Latrin Lover brianzolo svelò di averle “fatto la corte, riesumando le mie doti di playboy”, perché lei cedesse all’Italia l’Agenzia alimentare europea; poi tentò di rimediare, raddoppiando la gaffe: “Io corteggiare una così? Ma l’avete vista bene?”. Ci resta, per ora, l’amico Putin. A meno che gli sovvenga quel che accadde in una fabbrica Merloni vicino a Mosca, dove l’amico Silvio tentò di baciare un’operaia, che purtroppo fuggì terrorizzata. Ma pacatamente. E sempre dialogando.

domenica 18 maggio 2008

Una dei proci - La Brambilla



Questo video oramai è sputtanatissimo, ma è utile inserirlo qui per comprendere meglio il contesto. Questo è quello che ci dobbiamo sorbire. E pensare che qualcuno un tempo protestò per Cicciolina (una donna di classe in confronto)

giovedì 15 maggio 2008

Di questi tempi...



Travaglio, Gomez, Santoro e De Magistris alla Fiera del Libro di Torino, all'indomani della querela di Schifani.

E allora dov'è?



Tremonti: "Il tesoretto non c'è,
sacrifici per banche e petrolieri"


ROMA
Non c’è nessun tesoretto. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, lo dice chiaramente all’indomani della sua investitura
Le priorità del governo
Tremonti indica le priorità dell’agenda economica che saranno sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri in programma a Napoli nella settimana tra il 19 e il 25 maggio: azzeramento dell’Ici, decreto sulla sicurezza, detassazione degli straordinari e infine anche un intervento sul caro-mutui. Nella lista dei temi caldi da affrontare subito c’è anche Alitalia: «Cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata», ha spiegato il ministro. Tremonti, nel corso della registrazione di "In Mezz’ora" di Lucia Annunziata, ha dunque confermato che l’abolizione dell’Ici sarà uno dei primi provvedimenti del nuovo Governo. Altra priorità in arrivo a Napoli sarà la detassazione sugli straordinari, su cui si aprirà a breve un confronto con i sindacati. Non mancherà poi il decreto sulla sicurezza e, in futuro, un passo sul fronte caro-mutui. «L’andamento delle entrate - ha detto - non è buono e l’economia va male».

Fonte: La stampa 10/05/2008

L'ultimo dei servitori

Chi sono


Io non sono un giornalista. Non sono un blogger. Scriverò pochissimo e la maggior parte delle volte dal lavoro. Sono un semplice cittadino, un precario con contratto a progetto, a cavallo di quel periodo nero che passa dalla fine della fase in cui si impara, dalla sudata laurea, alla sistemazione definitiva. Non so "cosa farò da grande". Per ora mi limito nel fare al meglio possibile ciò che sò fare, cercando sempre di imparare e di farmi apprezzare dalle persone che mi circondano. Credo che la cosa migliore che possiamo fare nella nostra vita sia di lasciare un bel ricordo nelle persone. Di farle sorridere mentre ci ricordano. E di fare del bene, e farlo bene. Non perchè qualcuno ci dice di farlo, in nome di un dio o di una morale, ma semplicemente per farlo. Gratuitamente.
Apro questo blog perchè a volte le cose che ci circondano seguono fili strani e spesso intrecciati, fili che portano al passato e ci fanno capire dove stanno andando.
In allegria, sempre in allegria, cercando di riderci su quando possibile.
G.B.